🍷Passatelli allo scoglio🍴

piatto dalla semplicità estrema, con tanto gusto e per ogni stagione….

ideale, perché no, per la sera della Vigilia…

accompagnato da un buon Albana di Romagna DOCG oppure da un buon Prosecco di Valdobbiadene….

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Ingredienti:

1 confezione surgelata di pesce allo scoglio

passatelli per 2 ( 2 uova) vedi la ricetta base 💕I passatelli💕🍴 ( si trovano anche in commercio nel banco frigo)

concentrato di pomodoro in tubetto ( io uso il Mutti)

aglio

olio evo qb

erba cipollina

acqua bollente qb

Svolgimento:

fate soffriggere l’aglio nell’olio evo poi aggiungete il pesce ancora congelato e mezzo bicchiere di acqua bollente.

lasciate cuocere finche il pesce sia ben scongelato e aggiungete un pochino di concentrato per dare colore

quando il pesce è cotto a sufficienza, un quarto d’ora ancora, aggiungete ancora un po’ di acqua e un pizzico di sale

buttate i passatelli e mescolate bene

fate cuocere 5 minuti senza sfaldarli e cercando di far asciugare bene il sugo

impiattare e spolverate con erba cipollina

buon appetito!!!

💕I passatelli💕🍴

sublime delizia per il palato, mangiati bollenti in un buon brodo di cappone…. nelle fredde sere invernali….

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Non tutti li conoscono, ma sono un piatto tipico dell’Emilia Romagna e delle Marche… con qualche piccola variante nella ricetta.

La mia proviene da una tradizione famigliare, prima mia nonna materna e poi mia mamma, sempre la stessa ricetta ed è quella qui riportata.

Innanzitutto ricordo, che quando ero piccola, la mia mamma utilizzava questo attrezzo (nella foto sotto), ora si piò recuperare o nei casalinghi della Romagna o su internet.

Ad un certo punto, quando l’attrezzo si ruppe, ed era lontana dalla sua Amata Romagna, mia madre iniziò ad utilizzare lo schiacciapatate con i buchi molto grossi, il risultato è soddisfacente, anche se non identico.

Ingredienti:

200gr  di pangrattato comune (no all’olio o al latte o con farine speciali)

200gr di Parmigiano Reggiano DOP di media stagionatura (24-30 mesi)

4 uova

noce moscata

buccia gratugiata di un limone

Svolgimento:

unite i due ingredienti principali, formate un vulcano e dentro il cratere rompete le uova e grattate la noce moscata e il limone

formate una palla, come nella foto, mettetela nella pellicola a riposare mezz’ora e poi procedete a schiacciare il vostro impasto o in um ottimo brodo bollente o nell’acqua bollente.

Quando verranno a galla saranno cotti

Buon Appetito

 

 

💕💕Sua maestà il cappelletto 💕💕

Ricetta n° 7 di Pellegrino Artusi: Cappelletti all’uso di Romagna

Ecco il modo più semplice di farli onde riescano meno gravi allo stomaco:

– Ricotta, oppure metà ricotta e metà cacio raviggiolo, grammi 180
– Mezzo petto di cappone cotto nel burro, condito con sale e pepe, e tritato fine fine colla lunetta
– Parmigiano grattato, grammi 30
– Uova, uno intero e un rosso
– Odore di noce moscata, poche spezie, scorza di limone a chi piace
– Un pizzico di sale

Assaggiate il composto per poterlo al caso correggere, perché gl’ingredienti non corrispondono sempre a un modo. Mancando il petto di cappone, supplite con grammi 100 di magro di maiale nella lombata, cotto e condizionato nella stessa maniera.
Se la ricotta o il raviggiolo (formaggio toscano, specie di cacio tenero, fatto di latte per lo più di capra, schiacciato, che suol mangiarsi fresco) fossero troppo morbidi, lasciate addietro la chiara d’uovo oppure aggiungete un altro rosso se il composto riescisse troppo sodo. Per chiuderlo fate una sfoglia piuttosto tenera di farina spenta con sole uova servendovi anche di qualche chiara rimasta, e tagliatela con un disco rotondo con diametro 67 mm. Ponete il composto in mezzo ai dischi e piegateli in due formando così una mezza luna; poi prendete le due estremità della medesima, riunitele insieme ed avrete il cappelletto compito.

Se la sfoglia vi si risecca fra mano, bagnate, con un dito intinto nell’acqua, gli orli dei dischi. Questa minestra per rendersi più grata al gusto richiede il brodo di cappone; di quel rimminchionito animale che per sua bontà si offre nella solennità di Natale in olocausto agli uomini.

Cuocete dunque i cappelletti nel suo brodo come si usa in Romagna, ove trovereste nel citato giorno degli eroi che si vantano di averne mangiati cento; ma c’è il caso però di crepare, come avvenne ad un mio conoscente. A un mangiatore discreto bastano due dozzine.

Arrosto di coppa ai funghi misti 🍷🍴

Ingredienti per 4 persone:
  • 1 pezzo di coppa di maiale magra circa 600gr
  • rosmarino
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • sale (io ho usato quello di Cervia aromatizzato per la carne)
  • 1 busta di funghi misti con porcini surgelati
  • prezzemolo
  • olio evo
  • 1/2 bicchiere di marsala semisecco
  • 1 cucchiaio di fecola
  • erba cipollina
Svolgimento:

Mettete in una casseruola la carne a temperatura ambiente. Cospargere di rosmarino e aglio, massaggiandola leggermente. Irrorate con il vino e infornate a forno caldo 150° per almeno 2 ore, girandola di tanto in tanto e verificando che ci sia sempre liquido oppure aggiungendo acqua calda se occorre.

Salate un pochino. Provate con la forchetta la morbidezza. Una volta cotto lasciatelo raffreddare bene, quindi tagliatelo con un coltello adatto a fette non troppo grosse e nemmeno sottili. Distribuitelo su un piatto di portata che si possa infornate.

Preparate il condimento cuocendo i funghi con un po’ di vino bianco un pochino di olio evo e aglio (se piace). A fine cottura aggiungerete il sugo dell’arrosto che avrete filtrato e ci avrete aggiunto un cucchiaio di fecola stando attenti a non fare grumi. Aggiungete il marsala e fate evaporare e salate. Spolverate con il prezzemolo.

Distribuite il condimento sull’arrosto e infornate con forno caldo per almeno un decina di minuti.

Quando il tutto sarà ben caldo, cospargete di erba cipollina.

Buon pranzo !

 

Lasagne al nero di seppia 🍲

 

 

un piatto della Vigilia, quando ci sono ospiti e vuoi far bella figura, stupendo i commensali ……

Ingredienti per 6 persone
  • 200gr di farina ’00’
  • 1 bustina si nero di seppia
  • 2 uova
  • 1/2 litro di latte
  • 30 gr di burro
  • 2 cucchiai di farina ’00’
  • noce moscata
  • 2 cucchiai di parmigiano
  • 1 bottiglia di passato di pomodoro
  • 200gr di vongole (anche surgelate)
  • 200gr di cozze (anche surgelate), meglio fresche
  • 200gr di seppie (anche surgelate), meglio fresche
  • 1/2 cipolla
  • uno spiccio di aglio
  • 1/2 bicchiere di prosecco
  • prezzemolo qb
  • un peperoncino piccante (se gradito)
  • olio evo ( l’asolano dell’oleificio Cosenza)
  • sale (ma attenzione perché il pesce è salato naturalmente)
Svolgimento:

Preparate  il sugo facendo imbiondire la cipolla e l’aglio con olio evo. Poi aggiungere il pesce, sfumate con il prosecco, aggiungete il passato di pomodoro e fate cuocere tenendo il sugo un pochino liquido.

A fine cottura aggiungete il prezzemolo, io preferisco l’erba cipollina… e il peperoncino a piacere. Lasciate riposare il ragù e nel frattempo….

Preparate la pasta facendo un vulcano con la farina setacciata e nel cratere inserite le uova e il nero di seppia. Impastate bene e mettete l’impasto a riposare nella pellicola mezz’ora. Quando la steenderete avrete l’impressione di lavorare il velluto… Finita l’operazione stendete la pasta, io ho usato il mattarello ma va bene anche la ‘nonna papera’.

Formate dei rettangoli che andrete a scottare in acqua bollente e olio e sale e poi gettata in acqua fredda e ghiaccio per fermare la cottura e lasciata asciugare mentre preparate la classica besciamella.

Fate sciogliere in un pentolino il burro e aggiungete 2 cucchiai di farina come per preparare il Roux, aggiungete lentamente, fuori dal fuoco, il latte, e poi rimettete sul fuoco e portate a bollire e addensare la crema. Spegnete e aggiungete poco sale, la noce moscata e il parmigiano.

A questo punto siete pronti per fare le Vostre lasagne, gustose e diverse dal solito. Unite la besciamella al ragù di pesce, poi, mettete un po’ di questo condimento nel fondo della teglia, mettete uno strato di pasta e poi ancora il ragù con la besciamella. Così fino a quando l’ultimo strato che sarà il ragù con la besciamella.

A questo punto spolverizzate con altro parmigiano e infornate a 180° una mezz’ora. A me piace la crosta sopra quindi le lascio lì a riposare un pochino ( qualche minuto) sotto il grill.

Sfornate e impiattate….. buon appetito.

 

 

Aspettando Natale II….

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Sale dolce di Cervia 🤗

images (3)Sale Cervia

Il sale dolce di Cervia è un sale marino integrale ottenuto con metodi artigianali all’interno del Parco Naturale Salina di Cervia, un’area naturale protetta della Romagna divenu\nta Riserva Naturale di Popola\nmento Animale nel 1979.

Il sale di Cervia viene definito “dolce” perchè contiene una quantità limitata di sali cosiddetti “amari”, quali il cloruro di magnesio e il solfato di calcio, ma al gusto è comunque salato e mantiene inalterata la sua capacità di salare i cibi, ha una produzione molto ridotta, dai 500 ai 2000 quintali a stagione.

Storia delle saline di Cervia

La città di Cervia è legata alla produzione del sale fin dall’epoca etrusca e non a caso viene identificata come la “città del sale”; la stessa città vecchia è stata costruita in posizione strategica a 2 km dal mare circondata dalle sue saline. Alcuni studi etimologici, inoltre, fanno risalire il nome stesso della città, Cervia, dal latino “acervus”, cumulo, come riferimento ai cumuli di sale attorno alla città, ma sembra più plausibile la versione che vede derivare il nome dal cervo, l’animale simbolo dello stemma della città e di cui la pineta di Cervia è popolata.

La produzione artigianale con scopi commerciali del sale inizia nell’VIII secolo, periodo in cui Cervia diviene un importante centro economico in Italia, porprio perchè all’epoca il sale era una merce rara e costosa, definita l’oro bianco, poiché di fatto era l’unico metodo per conservare i cibi e gli alimenti, almeno fino all’invenzione del frigorifero.

Nel Seicento la produzione di sale si intensifica e la salina si modifica fino ad assumere il suo aspetto attuale: 827 ettari di saline unite da una fitta graticola di canali per un totale di 46 km, con circa 144 vasche e due magazzini per conservare il sale: il Magazzino Torre costruito a fine Seicento e il Magazzino Darsena del primo decennio del Settecento.

Durante i secoli vi sono state numerose battaglie per il possesso ed il controllo delle saline di Cervia, disputate dalle più nobili famiglie delle città più importanti delle varie epoche, Venezia, Ravenna, Ferrara, fino a quando nel 1959 il suo sfruttamento non divenne monopolio di Stato e le saline vennero trasformate in un unico bacino in cui la raccolta del sale avveniva con metodi meccanici.

Nel 1998 la salina di Cervia smette di funzionare per via di alcune decisioni governative, ma, dopo alcuni anni di inattività, il comune di Cervia decide di ripristinare la produzione del sale secondo il metodo tradizionale, il cosiddetto “cervese”, assumendone la direzione e creando ad hoc la Società di Gestione del Parco della Salina di Cervia, che coinvolge molti salinai e volontari e che mantiene intatta la tradizione usando attrezzature artigianali e rispettando l’ecositema del Parco Naturale.

A Cervia, inoltre sono aperti tutto l’anno due musei dedicati alla produzione di sale: il MUSA (Museo del Sale) e il Magazzino Torre, e a settembre ogni anno viene celebrata la festa “Sapore di Sale“.

Produzione ed estrazione del sale dolce di Cervia: il metodo cervese e la salina Camillone

Il metodo con il quale viene estratto il sale di Cervia viene definito “cervese”, proprio perchè viene praticato solo a Cervia. Questo metodo si differenzia da quello più comune, detto “francese” , per via del fatto che è un sistema a raccolta multipla, e non in un’unica volta da un unico bacino.

A Cervia, infatti, a causa delle condizioni climatiche dell’Adriatico, ogni salinaio divideva la propria salina in 5 settori e ogni giorno raccoglieva il sale da uno di questi settori, poi lo vendeva e il giorno dopo ricominciava a raccoglierlo da un altro settore. Nel giro di soli 5 giorni, quindi, ogni salinaio aveva esaurito tutto il sale ed è proprio questa rapidità di passaggio dalla salina alla vendita che impedisce al sale di Cervia di diventare “amaro”, perchè i sali amari impiegano più tempo a formarsi e a cristallizzarsi.

Attualmente, per quanto tutta la produzione di sale dolce di Cervia rispetti seriamente dei canoni artigianali, è rimasta solo una salina a lavorare come tradizione vuole, con il sistema cervese a raccolta multipla: la salina Camillone che coinvolge circa 30 salinai riuniti nel Gruppo Culturale Civiltà Salinara. Il sale che proviene da questa salina viene venduto a più di 5 € al kg ed ha guadagnato il presidio slow food nel 2004.

Quali sono le proprietà nutrizionali?

Poiché non viene essiccato artificialmente, il sale dolce di Cervia mantiene le naturale umidità del sale marino non raffinato (2%) e contiene tutti gli oligoelementi presenti nell’acqua di mare (iodio, zinco, rame, manganese, ferro, magnesio e potassio), oltre a calcio e sodio.

Quando non mangiare il sale dolce di Cervia?

Poiché il consumo di sale può comportare la predisposizione a sviluppare patologie come pressione alta e osteoporosi, se ne sconsiglia l’assunzione a soggetti che soffrono di queste patologie o che hanno familiarità per queste stesse patologie.

Possibili benefici e controindicazioni

Tra i benefici che possono derivare dal consumo di sale dolce di Cervia va ricordato che, essendo un sale marino integrale e dunque non raffinato, apporta maggiori quantità di minerali e oligoelementi che consentono al nostro corpo di funzionare in maniera ottimale rispetto ad altre tipologie di sale marino raffinate, che sono più povere di minerali e oligoelementi perché tendono a disperdersi nei processi di raffinazione.

Diversi sono i benefici che grazie al contenuto di sodio il sale apporta al nostro organismo: favorisce l’equilibrio dei liquidi; insieme al potassio contribuisce alla trasmissione degli impulsi elettrici nel cervello; svolge funzione battericida.

Tra le controindicazioni è bene tenere presente che il sale assunto in quantità eccessive può avere diverse controindicazioni: può aumentare la pressione sanguigna e, di conseguenza, il rischio di sviluppare ipertensione; può comportare ritenzione di liquidi.

Risotto con le zucchine 🍚

Tra i primi che preferisco, sicuramente il risotto è tra i più graditi, facile e versatile, per ogni occasione e sempre gradito dai commensali

Questa sera ho voglia di un bel risotto semplicissimo e  molto gustoso31138099_10212043701591341_3009821950420713472_n

Ingredienti per 4 persone:
  • 2 zucchine
  • 320 gr di riso Carnaroli
  • 1/2 cipolla bianca
  • 1/2 bicchiere di prosecco
  • brodo vegetale (dado Alce Nero)
  • sale di Cervia qb ( lo potete trovare nei supermecati Unes o U2)
  • 1 busta di zafferano
  • 1 noce di burro per mantecare
  • 2 cucchiai di parmigiano reggiano 36 mesi
  • erba cipollina fresca qb
  • 1 ciuffo di basilico
Svolgimento:

Soffriggete la cipolla e le zucchine tagliate a rondelle spesse (io uso l’olio evo), quando la cipolla sarà stufata e le zucchine ancora chiare ( se scuriscono diventano leggermente amare) aggiungete il riso e fate tostare per qualche minuto. Poi, sfumate con il prosecco.

Unite il brodo piano piano e portate a cottura il riso. Completate con lo zafferano, mantecate con il burro e il parmigiano, aggiustate di sale e impiattate.

Spolverate di erba cipollina e guarnite con il basilico.

Buon appetito!

 

 

A volte cambia la prospettiva…

Aspettando Natale….

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antipasto natale 2017